Viaggi, con niente di ordinario, alla scoperta di quei luoghi in cui accade veramente qualcosa di nuovo. Ogni viaggio occhi nuovi - d’arte e di speranza - per vedere e raccontare... COME CAMBIA IL MONDO

CHI SOSTENIAMO


COS’E’

+vento


DONATE


EVENTI


MISSIONI


CATALOGO

ARTISTI


AMICI


TESTIMONIAL


CONTATTACI


SE SEI UN ARTISTA


PRESS AREA

+vento è un progetto di comunicazione e marketing sociale a cura di empresa srl p.iva 02439520400


www.empresacreativa.com

EDITORIALE


experience

1


Rose parla di Kampala, degli slum e delle “sue donne” malate di AIDS e ti dice: «Vieni a trovarmi, vieni a vedere». E te lo dice come un invito, «vieni in un posto bello». Padre Pigi dice che la favela è un mondo bellissimo, dice che non è “il” problema, ma che è l’inizio della soluzione. Un ragazzo sudamericano semianalfabeta ascolta poche note di Beethoven e subito ne riconosce la bellezza. Le donne di Kampala, che per vivere spaccano pietre a un dollaro al giorno, fanno una colletta per mandare aiuti a New Orleans dopo l’uragano Katrina...

Sembra il mondo alla rovescia, invece sono solo alcune delle incredibili storie che quotidianamente accadono attorno all’esperienza nata più di trent’anni fa dall’entusiasmo e dall’intuizione di Arturo - il dott. Arturo Alberti - e di tanti suoi amici.

Sembra il mondo alla rovescia, un mondo lontanissimo e incredibile.

SIAMO ANDATI A VEDERE.

Abbiamo accettato uno di questi inviti - quello di Rose a Kampala - e siamo partiti curiosi, come per scoprire un segreto.

Come si fa a non avere paura di vivere “in quelle condizioni”? Come si fa ad avere speranza? Come si fa - un giorno alla volta - a costruire pezzi di paradiso in mezzo alla melma? Come cambia il mondo?

Leonardo Lucchi ha accettato la sfida di queste domande e di questa curiosità ed è partito con il compito preciso di raccontare tutto al suo ritorno. Di raccontarci - con la sua arte, con la sua scultura - il cuore che batte in quella esperienza.

Dalla fine del suo viaggio ne è nato un altro, straordinario, da compiere insieme a Rose, ad Arturo, a Leonardo e a tanti altri artisti, volontari, sostenitori... lettori, spettatori, internauti. Un viaggio per chiunque abbia la voglia e il desiderio di farsi coinvolgere a guardare qualcosa di bello e inaspettato.

Un viaggio che inizia qui.


Daniele Mingucci

dacco@piuvento.com

lettura: <2 min.

I PROTAGONISTI


Il regista

EMMANUEL EXITU


Emmanuel Exitu, disgraziatamente autodidatta, è nato a Bologna. Il nome d’arte viene dall’In exitu di Giovanni Testori del quale è figlio illegittimo. È un disordinato metodico, le cose gli capitano non si sa mai bene come, ci finisce dentro e amen. A Roma ci è finito per caso facendo quel che capita: dialoghista, adattatore, story editor, sceneggiatore per vari ‘progggetti’, drammaturgo per il Teatro di Documenti fondato da Luciano Damiani, Luca Ronconi e Giuseppe Sinopoli (Sipari d’Autoritratto / Frammenti della Tragedia di Lecco e Baccanti di Guerra, una riscrittura della tragedia di Euripide alla prova della guerra in Iraq). Dal suo primo romanzo, La Stella dei Re (ed. Marietti), ha tratto la sceneggiatura per il film omonimo prodotto da Edwige Fenech e in onda su Rai Uno nel gennaio 2007 con 5 milioni di spettatori. Il suo primo documentario “GREATER – sconfiggere l’Aids” sul Meeting Point International fondato dall’infermiera Rose Busingye negli slum di Kampala in Uganda (da cui sono tratti immagini e testi che vedete in queste pagine) ha vinto l’Audience Award al New York Aids Film Festival del 2007 e il Babelgum Online Film Festival del 2008.



Lo scultore

LEONARDO LUCCHI


NOTE BIOGRAFICHE


Leonardo Lucchi nasce il 9 dicembre 1952 a Cesena. Studia all'Istituto d'Arte per la Ceramica di Faenza e si diploma nel 1970. Negli anni Ottanta è agli inizi della sua carriera e partecipa a diverse edizioni della Biennale Giovani, mentre allestisce le sue prime mostre personali in gallerie locali (Ravenna, Riccione, ecc…).

Questo primissimo periodo della carriera artistica di Lucchi vede nascere figure equestri e umane: cavalli "… modellati negli scatti della corsa e nei ripiegamenti del riposo, studiati nell'attimo infinitesimale di un fotogramma…"; "uomini del circo, che continuano nelle loro esibizioni il mito della forza e della destrezza". E comincia già da ora quella "ricerca che impressiona per l'equilibrio delle masse, il modellato quasi morbido, il chiaro significato di composizioni plastiche…".

Nel 1987 espone alla Galleria Athena di Modena e nel 1988 alla Galleria F. Russo di Roma. Queste personali segnano un nuovo corso nella produzione dell'artista che, sviluppando diversi temi si ripropone già nel 1991 a Roma, sempre alla Galleria F. Russo con una rassegna di opere inedite.


E' di questo periodo l'incontro col regista Pupi Avati che nei primi mesi del 1989 gira il film "Storia di ragazzi e ragazze". I due artisti si erano conosciuti a Cesena in occasione della proiezione di un ciclo di film del regista bolognese che afferma: "… avevo intuito in lui capacità non comuni; è nata poi l'amicizia e la collaborazione professionale".

Nelle immagini del film le mani di Lucchi modellano un elefantino che, una volta essiccato e cotto, viene immerso nel bagno galvanico e reso brillante come se fosse una fusione d'argento. Era l'immagine illusoria di una ricchezza che non c'era; un soprammobile tanto di moda a quei tempi, che veniva regalato con beneauguranti auspici a chi si sposava. Nel 1989 un altro importante appuntamento lo attende in estremo oriente: un "Cristo risorto" ed un'imponente Via Crucis sono collocate nella Catholic Church of the Holy Trinity di Singapore, dove trovano posto anche le opere di altri artisti italiani.
La Repubblica di San Marino gli chiede poi di realizzare due monete d'oro a corso legale da uno e due scudi, per commemorare il bicentenario della Rivoluzione Francese.


La città di Cesena invece gli commissiona un grande monumento a Don Carlo Baronio, un umile sacerdote che ha significato molto per i poveri di questa città. Il gruppo scultoreo che si compone di cinque figure viene infatti donato alla città dagli stessi ex-allievi del prete cesenate. In seguito diverse altre statue monumentali si collocano a Cesena: ricordiamo il "San Pio da Pietrelcina" presso il convento delle Suore Cappuccine e il "San Giovanni Battista" presso la Chiesa Cattedrale.

Nell'estate del 1991 Lucchi è invitato a Londra dall'Accademia delle Arti e delle Arti applicate, la più importante galleria d'esposizione italiana nella capitale inglese: Lucchi vi espone una trentina di opere che riassumono la sua attività artistica degli ultimi anni, un'attività attratta in particolar modo dalla gestualità naturale di delicate figure femminili e dallo studio del movimento in tutte le sue fasi.
Alla fine del 1991 l'esposizione cesenate che inaugura lo spazio ricavato dalla settecentesca ex-Pescheria lo vede protagonista nella sua città.

I successivi dieci anni sono un continuo succedersi di esposizioni e riconoscimenti, tra le quali vale la pena ricordare: -"25 Anni di Scultura in Europa" al Castello del Verginese di Ferrara, -"Le Forme del Fuoco" Montenapoleone Milano, - "L'Anima e le Forme" al Museo Civico Archeologico di Bologna (1997), curate dalla Fonderia Venturi Arte.


Nel giugno del 2002 Lucchi inaugura il nuovo studio nel cuore della sua città: un ambiente vasto e luminoso, luogo di lavoro e di esposizione insieme, in cui l’artista continua il rapporto diretto instaurato col suo pubblico da anni: come già avvenuto in passato infatti, l’artista intende offrire un luogo d’incontro e di scambio culturale ed umano accessibile a tutti, nel quale si respiri quell’aria carica di emozioni e sentimenti che è alla base di ogni ispirazione ed espressione artistica.

In ottobre espone a Parigi, nella centrale Galerie Sibony, dove riscuote ampio successo di pubblico europeo e d’oltre-oceano e poco dopo, in novembre si svolge a Cesena l’importante antologica “Quiete e movimento nel gioco degli equilibri” presso le antiche sale di Palazzo Romagnoli. E’ una raccolta ampia e significativa di tutto il lavoro di Lucchi degli ultimi vent’anni nella quale si può cogliere e ammirare lo svolgersi di tutti i temi a lui cari e si staglia la sua predilezione per quegli “equilibri mirabili… baricentri impossibili…“, come vengono definiti dal critico d’arte Gustavo Cuccini nell’introduzione alla monografia pubblicata per l’occasione, che infondono stupore e meraviglia nel visitatore.


Nel 2003 e 2004 Lucchi realizza diverse opere monumentali tra le quali ricordiamo il Gruppo scultoreo dedicato ai caduti della Seconda Guerra Mondiale, collocato presso il Cimitero di Terni e il monumento a Madre Teresa di Calcutta antistante l’Ospedale di Cesena.
Continuano intanto le mostre personali in Francia e in Italia: a Palermo e a Roncofreddo nel Palazzo della Rocca da poco restaurato.
A Natale 2004 Lucchi torna a Parigi con una nuova personale e nel 2005 espone per la prima volta in Svizzera a St. Gallen e in altre città.
Il 2006 e 2007 lo vedono protagonista nella realizzazione di importanti gruppi bronzei quali “Gli equilibristi”, “La Bella di Cesena”, le fontane per la “Piazza della Vita” a Bolgare (BG) ed altri ancora. Inoltre sono varie le esposizioni in Italia (Rimini, Forlì), Francia (Nancy, Grenoble, Poitiers) e Svizzera (Basilea).


Sue opere sono in esposizione permanente presso la Galleria F. Russo di Roma e in Francia presso le Gallerie Art Club di Parigi, Raugraff di Nancy, Damon di Poitiers, Cimaise di Besançon, “Vent des cimes” di Grenoble, “Douce Heure” di Saint Paul de Vence e Platini di Annecy.

 



DOVE SIAMO ANDATI


Il meeting point international

di Kampala


Meeting Point International è un'organizzazione non governativa registrata presso Uganda NGO. Si occupa dell’assistenza ai malati di aids e della cura degli Lavora in ospedale, ma soprattutto negli slum di KAMPALA: Naguru, Kireka, Kintale e Nsambya.

Raccoglie malati di aids e bambini abbandonati per strada cercando di soccorrerli.

"Il vero problema è aiutare queste persone a ritrovare il valore della propria vita. Malati, persone in crisi economica, anziani e orfani: nessun problema è troppo grande o piccolo per non essere preso in considerazione”.


Meeting Point International è a NAGURO in una piccola scuola primaria: nel vecchio edificio ogni giorno vengono tenute lezioni di inglese e danze locali. Ogni giorno arrivano persone che vengono subito accolte. Sono tutte persone che hanno bisogno della terapia per affrontare il virus HIV.

Nel quartiere Acholi ci sono “I TRE GRADINI DI KIREKA”. I bambini che non hanno la possibilità di frequentare una scuola governativa, frequentano una scuola organizzata dal MPI.

Meeting Point International ha realizzato anche due case famiglia, le WELCOMING HOUSE che accolgono bimbi dagli 8 mesi ai 18 anni, trovati per strada o portati direttamente dalla polizia.


“Il Meeting Point International è una famiglia. Noi non la consideriamo una ONG, perché il Meeting Point è più di una famiglia”.




IL FILM

GREATER - Defeating AIDS


note di regia

INCOLLARSI ALLE COSE


John Ford – il re del cinema western, duelli, battaglie, vendette, diligenze, piste che attraversano deserti rocciosi, ampi spazi, campi lunghi, epica della frontiera – era nel deserto per girare uno dei suoi film più costosi. D’improvviso cominciò a diluviare, allagando tutto. Lì piove una volta ogni due anni, un anno al massimo. Aspettarono, ma la pioggia non si fermò. Ford rimase tranquillo a sedere, e la guardava rovinare sempre più il suo deserto ‘da western’. Nervosissimo, il responsabile di produzione chiese: “Signor Ford, sospendiamo le riprese?” Ford rispose: “No” e continuò a guardarsi il paesaggio rovinato dalla pioggia. Allora un operatore sbottò: “Ma signor Ford che cosa possiamo filmare qua fuori?” Ford si alzò di scatto: “Che cosa possiamo filmare?!? La cosa più eccitante e interessante di tutto il mondo! Il volto umano.”


Il documentario ha uno stile non convenzionale né celebrativo, ma “sporco”, che tende al linguaggio senza filtro tipico del reportage di guerra, dove la situazione estrema in cui si lavora costringe a raccontare senza artifici la realtà che si sta vivendo. Le reazioni non sono controllate perché non c’è il tempo di prepararsi. Portare uno stile così dinamico in una situazione non di guerra fa scattare un corto circuito che accende un punto di vista interno al racconto: la telecamera è infatti sempre “dichiarata”, fa parte della stessa realtà che sta raccontando. La sua dichiarazione fa quindi cambiare prospettiva, aumentando paradossalmente il senso di verità del racconto: essendo parte della situazione che sta riprendendo, il suo non è più un punto di vista falsamente esterno, distaccato, saccente, ma un punto di vista che è dentro la realtà, incollato al vortice delle cose, costretto a seguirle per capire cosa succede. È universalmente assodato che il punto di vista dello spettatore è il punto di vista messo a disposizione dalla telecamera (e solo quello): tendere al linguaggio del reportage di guerra significa provare a considerare lo spettatore non più come un voyeur, ma come un compagno di viaggio, un vero e proprio co-protagonista proiettato dentro la realtà che si sta raccontando.

Non s’insegue quindi l’inganno dell’immagine patinata, ma ci si lascia sommergere dalla realtà, dalla sua sovrabbondante concretezza e verità. I nostri occhi gonfi di reality si sporcano di realtà e possono finalmente vedere.


© Emmanuel Exitu ® SIAE – tutti i diritti riservati

   

kampala

(uganda)

finché c’è arte c’è speranzahome.html
http://www.dischiespartiti.com/dvd/dvd-greater-defeating-aids.html
compra il DVDhttp://www.dischiespartiti.com/dvd/dvd-greater-defeating-aids.html